mercoledì 12 agosto 2015

Escursioni e sentieri in Oltrepò Pavese - Monte Alpe

Volo di Rondine studio naturalistico
<Newsletter di Volo di Rondine>

Riserva Naturale Monte Alpe

Le ultime occasioni dell'estate per visitare la Riserva Naturale accompaganati dalle guide
Per conto di ERSAF Regione Lombardia, svolto da Studio naturalistico Volo di Rondine, con patrocinio di EXPO Milano 2015. Tutte le attività sono gratuite.
Guarda le foto e pubblica le tue sulla pagina FACEBOOK "Esplorando Monte Alpe"!
In questo sesto weekend proponiamo tante cose da fare tra gli alberi:


15 AGOSTO: Pic nic di gruppo ed escursioni... ma anche folletti e Gnomò!

Programma
  • Ore 10.00-17.00: apertura del centro visite con MOSTRA FOTOGRAFICA "Natura d'Oltrepò" con scatti di paesaggi, flora e fauna di Monte Alpe e dell'Oltrepò montano.
  • ore 10.30: ESCURSIONE guidata nella riserva naturale
  • ore 12.30-15.00. PIC NIC di gruppo nella pineta del centro visite, ogni partecipante porta cibo e pietanze da condividere tutti insieme. Per il pic nic consigliamo la prenotazione.
  • ore 14.00 circa: la nostra ospite Elisa Pianetta dell'Associazione Spino Fiorito svolgerà delle suggestive letture sotto l'albero "Il mondo delle fate, folletti, e Gnomò" e per i bambini il laboratorio creativo "La zuppa di fiabe".
  • ore 15.00: ESCURSIONE guidata 

16 AGOSTO: conoscere gli Alberi
Programma
  • Ore 10.00-17.00: apertura del centro visite con MOSTRA FOTOGRAFICA "Natura d'Oltrepò" 
  • ore 10.30 e ore 15.00: ESCURSIONE guidata a tema "I tanti alberi della Riserva Naturale, come riconoscerli, cosa raccontano"
  • ore 11.00 e ore 15.30. Laboratorio "Il Calendario Celtico degli Alberi" presso il centro visite

INFORMAZIONI

Ritrovo presso la casermetta della forestale sulla strada 461 del Penice, a 2 km dal passo.
Attività Gratuite. Le escursioni durano circa 2 ore, sono facili, ma necessitano di scarponcini o scrape da trekking.
Per informazioni tel. 339.4518087 – info@volodirondine.com
Sul sito il programma completo delle attività ed eventi in Riserva che proseguono fino al 23 agosto.
Gli aggiornamenti nella nostra agenda  e sulla Pagina Facebook

martedì 11 agosto 2015

Pino Nero (Pinus nigra J.F.Arnold, 1785)



 Il pino nero (Pinus nigra J.F.Arnold, 1785) è un albero della famiglia delle Pinacee presente esclusivamente nelle regioni montuose mediterranee. Il suo areale è estremamente frammentato in quanto si tratta di una specie relitta pioniera.


Classificazione, origine e diffusione

Divisione: Spermatophyta
Sottodivisione: Gymnospermae
Classe: Coniferae
Famiglia: Pinaceae

Diffusa nell'Europa Meridionale e Asia Minore. E' una specie molto variabile e se ne riconoscono almeno cinque razze geografiche (sottospecie), tra le quali la nigra (Austria e Italia centrosettentrionale) e laricio (Corsica, Calabria e Sicilia).

Caratteristiche generali

Dimensione e portamento
Albero alto 40 m, con chioma piramidale.
Tronco e corteccia
Tronco breve e contorto con corteccia scura, bruno grigiastra., rugosa e fessurata, con placche subrettangolari.
Foglie
Gli aghi, a coppie, più o meno rigidi, sono lunghi 4-19 cm e spessi 1-2 mm, di colore verde scuro, acuti e pungenti.
Strutture riproduttive
I coni maschili gialli, a volte punteggiati di rosso, numerosi alla base dei giovani getti; quelli femminili, sessili, prima ovoidali poi ovato-conici e lunghi non più di 8 cm, sono opachi, verdi da acerbi, quindi assumono una tonalità bruno ocra.

Usi

Albero robusto capace di sopportare freddi intensi e forti escursioni termiche.
Essenza forestale di primaria importanza, di cui sono stati effettuati numerosi ed estesi rimboschimenti.

Aspetti selvicolturali

Usato diffusamente per rimboschimenti in tutta la penisola, si gestiscono ugualmente i popolamenti naturali della Sila e della Sicilia e i popolamenti artificiali. Si pratica il taglio raso, a strisce e a buche dal diametro pari al doppio delle altezze delle piante. Il turno non supera i 100 anni. I popolamenti artificiali sono da considerarsi transitori e verranno rimpiazzati dalle specie originali. Il pino nero esercita un effetto favorevole sulla copertura e sulla protezione del suolo e in tempi brevi, produce una discreta lettiera. A fine turno si possono raggiungere produzioni di 1000mc ad ettaro.
Cono femminile di Pino nero
Cono femminile




lunedì 10 agosto 2015

Sentiero della Blusa 2015

Monte Alpe - sentiero della Blusa

Il sentiero della Blusa è un percorso panoramico e non molto impegnativo che si sviluppa nella parte alta della R.N. Monte Alpe.
Si parte dalla località 3 Passi con arrivo sulla provinciale,
durata di circa 2 ore con osservazione del boco di conifere formicai e zona di rimboschimento.
 
 
 
Il dislivello totale in salita si attesta sui 250 metri circa.


Partendo dall'incrocio dei Tre Passi (lungo la S.S. 461 a circa 2 Km da Passo del Penice) nei pressi di un parcheggio e una chiesa, si percorre la strada forestale che, lungo il confine nord della Riserva, si snoda all'interno della pineta fino a raggiungere le praterie in quota, da dove si gode di una bella vista sulla Val Tidone e sulla pianura.
Proseguendo, sulla sinistra si incontrano le indicazioni di altri sentieri che, scendendo più o meno ripidamente, attraversano il cuore della Riserva Naturale di Monte Alpe fino a ricongiungersi più a valle con la S.S. 461.
La prima diramazione segue la Blusa con osservazione della sorgente e rientro presso la casermetta forestale

Ultimo week end 2015 a Monte Alpe

Ultimo Weekend a MONTE ALPE:

Domenica 23 agosto 2015

Visita guidata nella Riserva Naturale Monte Alpe

escursioni monte alpe oltrepo pavese montano

Ultimo week end 2015 a Monte Alpe

Ultimo Weekend a MONTE ALPE:

Domenica 23 agosto 2015

Visita guidata nella Riserva Naturale Monte Alpe

escursioni monte alpe oltrepo pavese montano

Ultimo week end 2015 a Monte Alpe

Ultimo Weekend a MONTE ALPE:

Domenica 23 agosto 2015

Visita guidata nella Riserva Naturale Monte Alpe

escursioni monte alpe oltrepo pavese montano

Ultimo week end 2015 a Monte Alpe

Ultimo Weekend a MONTE ALPE:

Domenica 23 agosto 2015

Visita guidata nella Riserva Naturale Monte Alpe

escursioni monte alpe oltrepo pavese montano

15 16 agosto a Monte Alpe, eventi Oltrepò escursioni e sentieri

Sesto Weekend a MONTE ALPE:

Sabato 15 e domenica 16 agosto 2015

Pic nic di gruppo, Letture e Alberi

Le ultime occasioni dell'estate per visitare la Riserva Naturale Monte Alpe accompagnati dalle guide. In questo week end proponiamo:

pic nic oltrepo pavese

SABATO 15 AGOSTO: Ferragosto insieme
  • ore 10.00-17.00 apertura del centro visite con MOSTRA FOTOGRAFICA "Natura d'Oltrepo" con scatti di paesaggi, flora e fauna di Monte Alpe e dell'Oltrepò Montano
  • ore 10.30: Escursione guidata nella Riserva 
  • ore 12.30/15.00: Pic Nic di gruppo nella pineta del centro visite, ogni partecipante può portare cibo e pietanze da condividere tutti insieme. Per il pic nic consigliamo la prenotazione.
  • ore 14.00 circa, al termine del pic nic: "Il mondo delle fate, folletti e gnomò" letture sotto l'albero e laboratorio creativo "Zuppa di Fiabe" a cura di Elisa Pianetta (associazione Spino Fiorito).
  • ore 15.00: escursione guidata nella riserva
  • ore 11.00 e ore 15.30: visita guidata alla Mostra fotografica, presso il centro visite
Gnomò dell'Oltrepò

DOMENICA 16 AGOSTO: Conoscere gli Alberi
  • ore 10.00-17.00 apertura del centro visite con MOSTRA FOTOGRAFICA "Natura d'Oltrepo" con scatti di paesaggi, flora e fauna di Monte Alpe e dell'Oltrepò Montano
  • ore 10.30 e ore 15.00 Escursione a tema "I tanti Alberi della Riserva Naturale, come riconoscerli e cosa raccontano" 
  • ore 11.00 e ore 15.30: laboratorio "Il Calendario Celtico degli Alberi"
 

venerdì 7 agosto 2015

Sabato 8 agosto a Monte Alpe

sabato 8 agosto - Concerto tra gli Alberi, ascolto in Natura e mostra fotografica

Concerto tra gli Alberi, ascolto in Natura e mostra fotografica

  • ore 10.00-17.00 apertura del centro visite con MOSTRA FOTOGRAFICA "Natura d'Oltrepo" con scatti di paesaggi, flora e fauna di Monte Alpe e dell'Oltrepò Montano
  • ore 10.30 e ore 15.00 Escursione a tema "Suoni e voci della Natura, ascoltare la foresta" nella riserva naturale
  • ore 11.00 e ore 15.30: laboratorio "Orchestra della Natura", presso il centro visite
  • ore 18.00 CONCERTO TRA GLI ALBERI del griot del Mali Zam Moustapha Dembélé: strumenti tradizionali in materiali naturali come legno pelle e zucche, costruiti dai griot africani con un antico rito all'albero, ritornano a suonare nella Natura tra gli alberi a Monte Alpe. Con la partecipazione del chitarrista Marco Ponta. (Il concerto non può svolgersi in caso di maltempo.) 

Trovi l'evento anche qui su Facebook, fai sapere se partecipi!

P.S.: Il concerto termina verso le ore 19.00/19.30 e se volete restare a cena in montagna segnaliamo due eventi non lontani: "Grigliata non stop" a Casa Matti di Romagnese (3 km), "Montagna di birra" con concerto a S.Maria di Bobbio.

domenica 2 agosto 2015

Escursione di fine Estate a Monte Alpe 23 agosto 2015

23 agosto
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Escursione di fine estate
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15 e 16 agosto in Riserva.. Ferragosto a Monte Alpe

15 16 / 08 /2015 in Oltrepò Pavese
Escursioni  nella riserva di Monte Alpe
15 agosto
10:00 - 17:00
ore 10:30-12:30 e
ore 15.00-17.00
Escursione a guidata
ore 11:00-12:00 e
ore 15:30-16:30
Mostra fotografica guidata
 Ore 12:00-15:00
Pic nic di gruppo
16 agosto
10:00 - 17:00
ore 10:30-12:30 e
ore 15.00-17.00
Escursione a tema: “I tanti alberi della Riserva Naturale, come riconoscerli e cosa raccontano “
ore 11:00-12:00 e
ore 15:30-16:30
Laboratorio: “Calendario celtico degli alberi”
ore 10:00-17:00
Mostra fotografica

1 agosto 2015 Monte Alpe


8 agosto 2015 Eventi in Oltrepò Pavese

Concerto nella Riserva di Monte Alpe dalle 18...
 
Per informazioni 3317697861 o mail:
marco-ciccolella@libero.it
 
agosto
10:00 - 17:00
ore 10:30-12:30 e
ore 15.00-17.00
Escursione a tema: “Canti e voci della Natura, ascoltare la foresta”
ore 11:00-12:00 e
ore 15:30-16:30
Laboratorio: “Orchestra della Natura”
Ore 10:30-18:00
Mostra fotografica
Ore 18:00-19:30
Concerto musicale
 

domenica 26 luglio 2015

Expoltrepò in Ri.Ser.va - EXPO e Monte Alpe

patrocinio EXPO

    Come ogni estate, ormai da 9 anni, la Riserva Naturale apre il punto informazioni ed il Centro Visite.
Si tratta di un servizio offerto da ERSAF Regione Lombardia per dare al visitatore: informazioni sui sentieri e sugli aspetti naturalistici del Monte Alpe e del territorio, la possibilità di trovare materiale naturalistico e turistico, l’accompagnamento nelle visite guidate lungo i sentieri della Riserva.

Anche quest’anno saranno le guide dello studio naturalistico Volo di Rondine di Vera Pianetta ad occuparsene, ma con delle interessanti novità che rientrano nel progetto RI.SER.VA. appositamente redatto.
L'intero progetto ha ottenuto il patrocinio di EXPO 2015!

Escursioni e passeggiate in Oltrepò Pavese 1 e 2 agosto 2015 a Monte Alpe

1 - 2 agosto Eventi e sagre, manifestazioni in Oltrepò pavese - Escursioni a Monte Alpe
1 agosto
10:00 - 17:00
ore 10:30-12:30 e
ore 15.00-17.00
Escursione guidata
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2 agosto
10:00 - 17:00
ore 10:30-12:30 e
ore 15.00-17.00
Escursione a tema: “Biodiversità e biowatching”
ore 11:00-12:00 e
ore 15:30-16:30
Laboratorio: “Farfalle e macrofotografia”
Per informazioni 3317697861 o via mail marco-ciccolella@libero.it

Escursioni e sentieri in Oltrepò Pavese - Monte Alpe 8/9 agosto 2015

8-9/08/2015 8 e 9 luglio 2015 Concerti musica mostra e tanto altro a Monte Alpe - Eventi e manifestazioni Oltrepò Pavese

sentieri per gite di educazione ambientale
Dove?
Presso la casermetta forestale sulla strada SP461 direzione Penice, 2 km prima del Passo.



Cosa???? 

agosto
10:00 - 17:00
ore 10:30-12:30 e
ore 15.00-17.00
Escursione a tema: “Canti e voci della Natura, ascoltare la foresta”
ore 11:00-12:00 e
ore 15:30-16:30
Laboratorio: “Orchestra della Natura”
Ore 10:30-18:00
Mostra fotografica
Ore 18:00-19:30
Concerto musicale
9 agosto
10:00 - 17:00
ore 10:30-12:30 e
ore 15.00-17.00
Escursione a tema: “Habitat prioritari”
ore 11:00-12:00 e
ore 15:30-16:30
Mostra fotografica guidata
Informazioni via mail: marco-ciccolella@libero.it
Telefono 3317697861

giovedì 23 luglio 2015

28 luglio e la Riserva di Monte Alpe

biblioteca Codevilla e Monte Alpe

Processionaria Pino (Thaumetopoea pityocampa)

La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa Denis & Schiffermüller, 1775) è un lepidottero appartenente alla famiglia Notodontidae, diffuso in Eurasia e Nordafrica.
processionaria-processonaria-bruco-bruchi-pino-quercia-cani-allergia-2-pini-quercie-querceCOS’E’ LA PROCESSIONARIA
La processionaria è un insetto lepidottero della famiglia dei taumatopeidi. E’ un parassita pericoloso soprattutto per pini (Pinus Nigra e Pinus Silvestris) e querce a foglia caduca (Quercus robur e Quercus peduncolata) anche se può, occasionalmente, colpire anche i larici, i cedri, i noccioli, i castagni, i faggi, i carpini e le betulle; le piante predilette dall’insetto sono, in ogni caso, giovani (2-5 anni).
L’adulto della processonaria è una farfalla con ali larghe 3-4 cm, di colore grigio con striature brune. La femmina è, in genere, poco più grande del maschio. La loro vita è molto breve, di solito non dura più di uno/due giorni.
L’insetto, una volta raggiunta la fase di maturità, fuoriesce dal terreno, di solito durante il mese di luglio. Le femmine sono le prime ad arrampicarsi sulle piante ad alto fusto, dove poi vengono fecondate dal maschio. A questo punto, il lepidottero vola alla ricerca della pianta più adatta per la deposizione delle uova.
GLI EFFETTI SULL’UOMO E I RIMEDI CONTRO LA PROCESSIONARIA
Chi incautamente tocca questi bruchi processionanti o maneggia i loro nidi, o addirittura alcune foglie, dove possono trovarsi immagazzinate spoglie, peli e frammenti di peli dei bruchi, si accorge subito della loro proprietà urticante. I danni provocati dalla penetrazione dei peli di processionaria nella nostra cute possono essere modesti o assumere notevole gravità. Nella pelle dove si infiggono le setole o i loro frammenti, insorge un molestissimo eritema papuloso fortemente pruriginoso che può scomparire dopo qualche giorno; mentre conseguenze più gravi si hanno quando i peli o frammenti di essi, giungono a contatto con l’occhio, la mucosa nasale, la bocca o peggio ancora quando penetrano nelle vie respiratorie e digestive.
In particolare, in caso di contatto con la pelle: Apparizione in seguito al contatto di una dolorosa eruzione cutanea con forte prurito. La reazione cutanea ha luogo sì sulle parti della pelle non coperte, ma anche sul resto del corpo: il sudore, lo sfregamento dei vestiti facilitano la dispersione dei peli.
In caso di contatto con gli occhi: Rapido sviluppo di congiuntivite (con rossore e dolore agli occhi). Se un pelo urticante del bruco arriva in profondità del tessuto oculare, si verificano gravi reazioni infiammatorie e, in rari casi, la progressione a cecità.
In caso di inalazione: I peli urticanti della processionaria irritano le vie respiratorie. Tale irritazione si manifesta con starnuti, mal di gola, difficoltà nella deglutizione e, eventualmente, difficoltà respiratoria provocata da un broncospasmo (restringimento delle vie respiratorie come si verifica per l’asma).
In caso di ingestione: Infiammazione delle mucose della bocca e dell’intestino accompagnata da sintomi quali salivazione, vomito, dolore addominale.
La prudenza dunque vuole che i bruchi processionanti non vengano mai toccati, né i loro nidi aperti; anzi, si suggerisce, una volta avvistati, allontanarsi immediatamente dalle piante infestate.
Chi dovesse presentare, oltre a sintomi localizzati, problemi generalizzati, quali per esempio malessere o vomito, dovrà essere portato subito in un ospedale.
La processionaria può portare a diversi problemi
In caso di dermatite: Lavare ogni vestito, maneggiandolo con i guanti, e scegliere la temperatura più alta possibile per il lavaggio. Lavare la pelle abbondantemente con acqua e sapone. Eventualmente è possibile far uso di strisce adesive per staccare i peli urticanti dalla pelle, come per una ceretta. Spazzolare energicamente i capelli se necessario. Consultare un medico in caso di eruzione cutanea grave.
In caso di congiuntivite: Gli occhi devono essere risciacquati abbondantemente per eliminare eventuali peli urticanti. Effettuare da un oculista un esame per vericare che non permangano residui di peli urticanti. I peli profondamente integrati nel tessuto oculare dovranno essere rimossi chirurgicamente.
In caso di dispnea: La valutazione dei sintomi respiratori va effettuata da un medico. Questo dispone un trattamento appropriato ai sintomi. Il trattamento può includere antistaminici, corticosteroidi e aerosol.
Consigli generali per combattere gli effetti negativi della processionaria
Non grattare la parte irritata, per evitare una infezione batterica dai germi presenti sotto le unghie o sulle mani. Mettersi sotto una doccia calda (l’acqua elimina i resti urticanti depositati sulle braccia o su altre parti del corpo). Evitare l’ammoniaca. Il prurito permane per almeno 5 giorni, le vescicole per 2 settimane circa. Il dermatologo potrà consigliare creme a base di cortisone (da mettere 2 volte al giorno) per calmare il prurito. Se si produce anche una reazione allergica, si possono prendere farmaci antistaminici per bocca (sempre su diretto controllo del medico specialista), per 4-5 giorni.
EFFETTI DELLA PROCESSIONARIA SUGLI ANIMALI
La processionaria risulta molto pericolosa in particolare nei confronti di cavalli e cani, i quali, brucando l’erba o annusando il terreno, possono inavvertitamente ingerire i peli urticanti che ricoprono il corpo dell’insetto.
I sintomi che un cane presenta in questa spiacevole evenienza sono spesso gravi. Il primo sintomo è l’improvvisa e intensa salivazione, provocata dal violento processo infiammatorio principalmente a carico della bocca ed in forma meno grave dell’esofago e dello stomaco. In questi casi il padrone intuisce la gravità di quanto è successo, perché vede che il fenomeno non accenna per niente a diminuire, anzi con il passare dei minuti, soprattutto la lingua, a seguito dell’infiammazione acuta, subisce un ingrossamento patologico a volte raggiungendo dimensioni spaventose, tali da soffocare l’animale.
I peli urticanti del bruco della processionaria, entrando in contatto con la lingua, causano una distruzione del tessuto cellulare: il danno può essere talmente grave da provocare processi di necrosi con la conseguente perdita di porzioni di lingua.
Altri sintomi rilevanti sono: la perdita di vivacità del animale, febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea e soprattutto quest’ultima può essere anche emorragica.
COME CURARE UN CANE CHE PRESENTA I SINTOMI DEL CONTATTO CON IL BRUCO DELLA PROCESSONARIA
La prima cura da apportare ad uno sfortunato cane colpito da processionaria consiste nell’allontanare la sostanza irritante dal cavo orale: per questo fine bisogna effettuare un abbondante lavaggio della bocca con una soluzione di acqua e bicarbonato.
Questa manovra non è sempre agevole, sia dal momento che il cane sta soffrendo e sia perché può essere per sua natura aggressivo; è dunque consigliabile fare uso di una siringa senz’ago con la quale poter spruzzare ripetute volte la soluzione di lavaggio in bocca.
Dopo questo primo intervento bisognerà fare d’urgenza altre cure appropriate a seconda della gravità del caso, che soltanto il veterinario potrà eseguire.
processionaria-processonaria-bruco-bruchi-pino-quercia-cani-allergia
COME COMBATTERE I BRUCHI DELLA PROCESSIONARIA
I METODI DI LOTTA
In Italia dal 1998 la lotta a questo insetto è obbligatoria (Decreto Ministeriale 17.04.1998).
Questo pericoloso lepidottero può essere combattuto utilizzando diversi metodi: innanzi tutto con appositi pesticidi, coi quali sarà necessario irrorare le larve stesse e non i nidi: il bozzolo del nido di processionaria infatti neutralizza l’efficacia del pesticida. Per l’eliminazione delle larve morte, occorre comunque utilizzare la massima cautela; anche se il metodo migliore consiste certamente nel bruciarle, i residui carbonizzati risultano ugualmente urticanti, perciò è da evitare il rimanere sottovento o nelle vicinanze del falò, soprattutto con parti del corpo scoperte (compresi viso e occhi). Altri metodi di lotta si possono classificare come segue:
LOTTA MECCANICA: Consiste nella distruzione delle larve, tagliando le cime. Si avvolge il tronco con del cellofan (prima della discesa delle larve, che avviene in genere dalla seconda quindicina di febbraio alla prima quindicina di marzo), si distribuisce uniformente della colla entomologica e quando è satura la trappola si sostituisce.
LOTTA GUIDATA: Obbligatoria (D.M. 30/10/2007) e consiste nell’uso di feromoni per catture massali.
processionaria-processonaria-bruco-bruchi-pino-quercia-cani-allergia-2-pini-quercie-querce-processione-trappole-feromoni-lotta-combattereLOTTA BIOLOGICA E BIOTECNOLOGICA: La prima tecnica prevede l’uso di prodotti a base di Bacillus thuringiensis, ssp. kurstaki. Questa tecnica risulta difficile da attuare, o molto costosa, quando gli esemplari di processionaria infestanti sono di grandi dimensioni. Inoltre, vista la presenza di nidi sericei a protezione delle larve di processionaria, non è detto che tutte vengano raggiunte dal bacillo.
La seconda tecnica prevede, invece, l’uso di trappole sessuali (trappole a feromoni). Queste trappole rappresentano il miglior metodo di contrasto al lepidottero parassita. L’efficacia è dovuta sia alla cattura di molti maschi, che non riescono più ad uscire dalla trappola, sia al disorientamento degli stessi ad opera gdeli ormoni sessuali femminili della trappola. Le trappole si posizionano nei mesi di giugno e luglio, periodo di sfarfallamento degli esemplari adulti di processionaria, ed ogni 3-4 settimane va cambiata la pastiglia del principio attivo. Ogni 3-4 giorni va controllata la trappola per vuotare il contenitore dove vengono intrappolati i bruchi di processionaria.
Interessante è l’impiego della Formica rufa, uno dei pochi nemici naturali di questo lepidottero.
INTERVENTI CHIMICI: Uso di larvicidi contro il bruco della processionaria, come il diflubenzuron.
UTILIZZO DELLE ARMI DA FUOCO: É efficace, ma solo nel periodo da dicembre a gennaio, quando le larve si riuniscono nei bozzoli per sopravvivere alle basse temperature grazie all’effetto di gruppo. Non sono i pallini da caccia che le uccidono direttamente, ma sparando il bozzolo si lacera, il freddo penetra e l’abbassamento della temperatura uccide le larve di processionaria nei mesi successivi.
I VARI TIPI DI PROCESSIONARIA, LA PROCESSIONARIA DEL PINO (Thaumatopoea Pityocampa) E LA PROCESSIONARIA DELLA QUERCIA (Thaumetopoea processionea)
LA PROCESSIONARIA DEL PINO
La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un insetto dell’ordine dei lepidotteri appartenente alla famiglia Notodontidae. Esso deve il suo nome alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di “processione”. Questo artropode si trova nelle regioni temperate dell’Europa meridionale, nel vicino Oriente e perfino nell’Africa settentrionale. E’ uno degli insetti più distruttivi per le foreste, capace di privare di ogni foglia vasti tratti di pinete durante il proprio ciclo vitale. Le pianta più colpita è il pino (in particolare il pino nero e il pino silvestre), ma è facile trovarne anche presso larici e cedri.
La processionaria è attiva solo durante i periodi freddi dell’anno, dal momento che trascorre i caldi mesi estivi come bozzolo seppelito sotto terra. Le falene iniziano a emergere dal suolo nel mese di agosto; trascorso qualche giorno iniziano la ricerca di piante adatte per deporre le uova. Ogni femmina di processionaria produce un “ammasso” di uova che viene fissato ad un ago dell’albero ospitante. L’ammasso può contenere fino a 300 uova, dalle quali dopo almeno 4 settimane nascono le tipiche larve. Le uova sono completamente ricoperte da scaglie provenienti dall’addome della femmina di processionaria. Nonostante la modesta dimensione, le larve di processionaria sono dotate di forti mandibole in grado di fagocitare i duri aghi già subito dopo la nascita. In poco tempo, spogliato completamente un ramo, si muovono in fila alla ricerca di nuovo nutrimento.
I bruchi di processionaria vivono in gruppo. Inizialmente sono nomadi, spostandosi di ramo in ramo costruendo nuovi nidi provvisori, ma verso ottobre formano un nido sericeo dove affronteranno l’inverno. L’attività riprende in primavera e le processionarie, in genere verso la fine di maggio, si dirigono in un luogo adatto per tessere il bozzolo. Trovatolo, lì si interrano ad una profondità variabile di circa 15 cm. Lo stato di crisalide ha durata di circa un mese, ma può prolungarsi anche per uno o più anni. L’insetto, raggiunta la maturità e avvenuta la metamorfosi, durante il mese di luglio esce dal bozzolo. La processionaria adulta è una falena con ali larghe 3-4 cm, di colore grigio con delle striature marroni; la femmina è solitamente di dimensioni lievemente maggiori del maschio. La loro vita è molto breve: non più di 2 giorni.
Le femmine sono le prime a recarsi sugli alberi ad alto fusto, dove vengono in seguito fecondate dal maschio. Il lepidottero vola alla ricerca della pianta più adatta per la deposizione delle uova e il ciclo ricomincia.
LA PROCESSIONARIA DELLA QUERCIA
Gli adulti della processionaria della quercia sono farfalle notturne molto simili alla processionaria del pino. Le larve sono di colore grigiastro e anch’esse fornite di peli altamente urticanti. Tali bruchi compaiono in aprile, hanno un’attività più intensa nelle fasi crepuscolari e notturne del giorno e si spostano per alimentarsi formando processioni irregolari. Durante il giorno le larve si riparano dentro nidi appiattiti costruiti sui grossi rami o alla base del fusto della pianta colpita dal parassita: la quercia a foglia caduca.
Falena di processionaria della quercia Concluso lo sviluppo larvale, avviene l’incrisalidamento entro un nido definitivo, solitamente posto lungo il tronco della pianta ospite. La metamorfosi porterà ad una nascita di una nuova falena tra luglio e settembre. I problemi causati dall’insetto della processionaria della quercia sono equivalenti a quelli della processionaria del pino. Per informazioni sui metodi di interventro contro tale insetto valgono le stesse date per la processionaria del pino.
processionaria-processonaria-bruco-bruchi-pino-quercia-cani-allergia-2-pini-quercie-querce-processionePARTICOLARITA’ SULLA “PROCESSIONE” DEL BRUCO DELLA PROCESSIONARIA
Lo strano modo di spostarsi di questo bruco ne ha addirittura dato il nome, esiste però una rilevante differenza tra i due tipi di processionarie, quello della quercia e quella del pino.
La marcia nella processionaria della quercia viene guidata da un bruco capofila, seguito da una seconda fila di bruchi disposti a coppia, questi a loro volta sono seguiti da una formazione di tre bruchi e ancora più indietro una formazione ordinata per quattro, e così via fintando che la processione si allarga anche con quindici-venti individui; dopo la massima ampiezza la processione decresce assottigliandosi man mano ad un solo individuo.
Nella processionaria del pino, invece, i bruchi usciti dal nido in cerca di alimentazione, si dispongono in fila Indiana, in modo che la testa dell’uno venga a contatto con l’addome di quello che lo precede, raggiungendo così processioni lunghe parecchi metri. E’ possibile inoltre che dallo stesso nido possono formarsi una o più processioni, anche con direzioni diverse
Entrambi, una volta sazi tornano a riunirsi ripercorrendo la traccia sericea lasciata all’andata.

Escursione “La formica rufa, storia di una lotta biologica” 25 luglio 2015 Monte Alpe


Escursione “La formica rufa, storia di una lotta biologica” 25 luglio 2015 Monte Alpe

Nel nostro paese la Formica rufa è una delle specie più rare e minacciate. Essa contribuisce al miglioramento delle caratteristiche dei suoli forestali, diffonde i semi delle piante ed è in grado di rimuovere i cadaveri di animali, evitando pure le infestazioni di altri insetti nocivi. Inoltre, vista la sua notevole abilità nel costruire nidi, è una specie interessante da osservare. 

http://www.waldwissen.net/wald/tiere/insekten_wirbellose/wsl_ameisen_faktenblatt/wsl_ameisen_faktenblatt_ameisennest_it_gross
Come le api e i bombi, le formiche sono uno degli ordini appartenenti agli imenotteri. Al mondo esistono circa 9’000 specie di formiche, delle quali 135 sono state reperite in Svizzera. Sette di queste specie sono riunite nel gruppo delle formiche rosse (Formica rufa). A livello Svizzero tutte assieme si trovano solo nel Cantone dei Grigioni. Le specie Formica aquilonia e Formica paralugubris sono presenti solamente nella Valle Monastero e in Engadina, le altre 5 specie si trovano in tutto il Cantone.
La specie del gruppo Formica rufa si differenziano tra l’altro dalla scelta sella stazione sulla quale edificano il proprio nido. La Formica rufa più piccola e la Formica rufa dei ceppi si insediano generalmente nel bosco, al margine del bosco oppure dove nelle siepi. Le formiche scure nei prati, mentre le altre tre specie vivono piuttosto nei boschi di montagna. Le specie forestali vivono specialmente nei boschi di conifere e di latifoglie ma a volte si trovano pure al di sopra del limite superiore delle foreste, a oltre 2’400 metri di quota.

I nidi delle formiche – piccoli capolavori di edilizia e di organizzazione sociale

Le formiche vivono in colonie poiché come singoli individui non sarebbero in grado di sopravvivere. Le formiche presentano tre forme differenti: le lavoratrici, le femmine e rispettivamente regine e i maschi (fuchi).
Al centro del nido si trova la regina. Essa è più grossa delle lavoratrici. Le regine giovani possiedono ali e sono le femmine addette alla riproduzione. Nei nidi della specie più grossa di Formica rufa si trovano in genere una o alcune regine, mentre nei nidi delle piccole formiche possono esserci anche alcune centinaia di regine. La maggior parte delle colonie di formiche sono formate dalle lavoratrici prive di ali. Esse, oltre che deporre le uova, svolgono tutti le mansioni principali: costruzione del nido, raccolta del cibo, nutrimento delle regine e delle covate, oltre che occuparsi della difesa. I fuchi in genere sono neri e sono sempre alati: vivono solo in primavera e all’inizio dell’estate e sono più grossi delle lavoratrici, ma più piccoli delle regine.
Il nido spesso viene costruito attorno a un tronco o a una ceppaia. Il cumulo di aghi rappresenta solo la parte sopra al terreno e quindi visibile del nido. La maggior parte del nido non è visibile trovandosi sotto terra. Nei luoghi soleggiati, in genere, i nidi sono più piccoli e piuttosto piatti per non essere troppo riscaldati. Nelle zone più ombreggiate essi sono più grossi e in genere piuttosto alti e ripidi. Per costruire la cupola, le lavoratrici raccolgono aghi di abete rosso e bianco, pezzetti di legno e rametti. Essi sono in grado di portare un carico equivalente a circa sei volte il proprio peso (il peso di una formica è in genere tra i 7 e i 10 milligrammi).
All’interno dei nidi si trovano numerose camere nuziali. Sulla superficie ci sono dei pertugi di entrata e di fuoriuscita, che in caso di pioggia o di freddo vengono chiusi. Se il tempo è caldo le aperture possono essere allargate per poter meglio ventilare il nido
In primavera, quando il sole incomincia a scaldare, inizia pure la vita all’interno della colonia. Le lavoratrici si riscaldano sulla cima del nido e trasportano questo calore all’interno dello stesso. Inoltre esse riparano i danni subiti dal nido durante l’inverno.

Le formiche comunicano chimicamente

La comunicazione tra le formiche avviene specialmente grazie alle antenne e alle numerose sostanze olfattive che le formiche secernono da diverse ghiandole. Su ogni singola antenna di una formica si trovano all’incirca 2’000 cellule sensoriali che sono in grado di riconoscere le sostanze odorose e le tossine presenti nel nido, e inoltre di misurare le temperature e la circolazione dell’aria presenti nel nido. La buona capacità di visiva permette loro di orientarsi con il sole e di marcare i percorsi utilizzati durante gli spostamenti.

La riproduzione delle formiche

Le formiche sono colonie gestite dalle femmine. Le regine svolgono il solo compito di deporre le uova. In primavera esse depongono le uova fecondate dalle quali si sviluppano le femmine e quelle non fecondate dalle quale si sviluppano i fuchi. All’incirca cinque settimane dopo la deposizione delle uova fuoriescono le formiche sessuate che si spostano verso la superficie del nido. Assieme intraprendono il volo nuziale accoppiandosi con le femmine. In seguito i maschi muoiono.
Le giovani regine perdono le loro ali e formano quindi il nuovo nido oppure s’insediano all’interno di un nido pre-esistente. Le riserve di seme delle femmine servono per tutta la loro vita. In estate le regine depongono solo uova fecondate, dalle quali si sviluppano le lavoratrici. Dopo due settimane fuoriescono le piccole larve, che non possiedono né occhi, né tantomeno zampe e antenne. Esse sono curate e nutrite dalle lavoratrici fino a quando s’impupano. Dalle pupe fuoriescono le giovani lavoratrici. Le pupe svuotate e gli altri residui sono espulsi e depositati al di fuori del nido.

Protezione e diversità delle specie nel bosco

Le formiche rosse si nutrono principalmente di melata, di nettare dei fiori e di insetti. La gran parte dell’alimentazione carnivora consiste in animali vivi come altri insetti, ragni oppure vermi. La Formica rufa consuma pure carcasse di animali ed è quindi considerata come lo “spazzino del bosco”. Il suo territorio di caccia in genere si estende fino a un massimo di 50 metri dal nido, area corrispondente a circa un ettaro. Una grossa popolazione, durante un anno di vita, può essere in grado di produrre all’incirca 200 litri di melata e di divorare fino a 28 chilogrammi di insetti. Tra di questi si trovano molte piante d’insetti che si nutrono di piante e che in caso di pullulazioni potrebbero infestare e danneggiare il bosco. In tal modo le formiche rosse contribuiscono alla conservazione del bosco.
I semi di molte piante possiedono una specie di pendaglio ricco di nutrimento chiamato “Elaiosom”, che le formiche mangiano molto volentieri. Gli insetti mordono questo ciondolo, perdendo così i semi durante il cammino di ritorno verso il nido, oppure lo abbandonano a terra, cosicché i semi delle piante vengono dispersi contribuendo all’aumento della diversità delle specie del bosco. Questo processo rappresenta peraltro un arricchimento dal profilo della disponibilità alimentare per la fauna selvatica. Le piante diffuse dalle formiche in questo modo sono ad esempio le violette silvestri, la colombina cava (Corydalis cava), il sigillo di salomone, l’anemone dei boschi e l’erba melica (Melica nutans). I boschi più poveri di formiche sono anche più poveri di queste piante.

Pericoli e misure di protezione

25 specie di uccelli che mangiano insetti fanno parte dei nemici delle formiche: tra questi spicca il picchio verde (figura 6) e il torcicollo. Le formiche si difendono efficacemente dai loro nemici utilizzando l’acido formico che emettono da un’apposita ghiandola e che sono in grado di spruzzare fino a un metro di distanza. Contro l’uomo questo strumento di difesa non è comunque sufficiente.
Le catastrofi naturali come le colate detritiche, le frane, gli incendi e le tempeste sono in grado di decimare le popolazioni delle formiche, ma di regola solo a breve termine. E’ tuttavia l’uomo la minaccia numero uno delle formiche, legata alla costruzione di strade, all’ampliamento delle zone edificate e a altre forme di utilizzazione degli habitat
normalmente occupati dalle formiche. Anche la disattenzione nei lavori forestali e le manipolazioni dei nidi da parte di curiosi possono disturbare o danneggiare i nidi, oppure modificare il clima all’interno degli stessi, impedendo alle formiche di svilupparsi. I lavori di costruzione di ogni genere possono danneggiare le formiche o compromettere i loro habitat, rendendoli inadatto per le formiche.
Una selvicoltura naturalistica presta attenzione al mantenimento di questo importante habitat ricco di specie di piante e animali, tra i quali troviamo pure le specie di formiche rare e minacciate. Queste hanno bisogno di ambienti dove i raggi del sole possano raggiungere il terreno e nei quali subiscano dei disturbi da parte dell’uomo che siano ridotti al minimo. I forestali possono favorire la penetrazione della luce fino al suolo. Anche nella costruzione di strade e di piste e nell’abbattimento e nell’esbosco degli alberi, oppure nella creazione di aree di svago o per grigliate è indispensabile prestare attenzione alla presenza di nidi di formiche.

 

domenica 19 luglio 2015

Monte Alpe e la Formica Rufa

Percorrendo i sentieri del Parco, attraverso le formazioni boschive di conifere, è possibile osservare grossi cumuli [foto] di aghi e detriti vegetali che costituiscono i nidi di formiche particolarmente interessanti nel campo della lotta biologica.
Sull'arco alpino italiano sono presente quattro specie di questi Imenotteri, molto simili dal punto di vista ecologico e morfologico, che vengono indicate come formiche del gruppo Formica rufa.
Queste formiche presentano una complessa vita sociale. La parte più cospicua della popolazione è rappresentata dalle operaie che svolgono diversi compiti: procurare il cibo, effettuare la manutenzione del nido e difenderlo dagli aggressori, accudire le uova e le larve, nutrire le regine.
Le regine sono femmine fertili e inizialmente provviste di ali. Terminato il loro sviluppo abbandonano il nido e vengono inseminate dai maschi durante il "volo nuziale". Questi ultimi, dopo l'accoppiamento, hanno una vita molto breve, mentre le regine si portano a terra per fondare un nuovo nido o in un nido già esistente. Strappatesi le ali iniziano subito a deporre le uova dalle quali schiuderanno in prevalenza operaie.
Foto formica rufaLa differenziazione nelle tre caste (operaie, maschi, regine) è controllata da vari fattori, fra cui la temperatura alla quale vengono deposte le uova, il tipo di nutrizione larvale, la quantità di operaie presenti nel nido, la presenza o meno di regine.
I nidi della Formica rufa possono raggiungere le dimensioni di un metro di diametro alla base per un metro di altezza, con una popolazione di 500.000 - 1.000.000 di individui. La parte emergente viene detta acervo e viene utilizzato quando le condizini climatiche sono più favorevoli, mentre le parti più profonde della struttura sono abitate durante l'inverno.
L'importanza di queste formiche nel mantenimento degli equilibri ecosistemici è legata alla straordinaria quantità di Insetti e Artropodi che vengono catturati per il fabbisogno alimentare del formicaio (decine di migliaia al giorno). Sia in Italia che all'estero sono stati effettuati positivamente dei trapianti di formicai in zone infestate da insetti nocivi, dimostrandone così l'efficacia anche nel campo della lotta biologica.